Il cuore Arsan di Kobe

23 luglio 2016. Classico pomeriggio afoso e assolato di mezza estate padana. Squilla lo smartphone. “Kobe è a Reggio”. Una scarica di adrenalina ci pervade. Un attimo per focalizzare e via, alla ricerca del “Black mamba”. Direzione via Franchetti dove però lo staff Nike ci dice che l’ex stella NBA è già ripartita. Peccato. Ma una frotta di ragazzini in bicicletta alla caccia di un selfie col campione ci riaccende subito la fiammella di speranza. “E’ ancora di là, in città”. 50 metri di corsa e sulla sinistra, all’incrocio fra la via Emilia e piazza Gioberti, sbuca l’asso dei Lakers che passeggia tranquillo attorniato da 5 bodyguard grandi e grossi. 2 neri e 3 bianchi. Quasi increduli lo avviciniamo per chiedergli dei due anni trascorsi insieme nelle giovanili della Reggiana e lui subito ci spiazza. “Giochi ancora?”, mi chiede. “Io ricordo tutto di qui. Ero già grande. Tutto è partito da qui”. Subito capiamo che Kobe è lì per gustarsi una vasca nella sua Reggio e per riassaporare le sensazioni di quando era ancora per tutti solo il figlio di Joe Jellybean Bryant. Ed è da qui che vi documentiamo la “vasca” in compagnia di colui che ha scritto la storia del basket. Corso Garibaldi. Via Farini. Piazza Prampolini. Piazza del Monte. Via Crispi ed infine le fontane del Valli fino alla risalita sul pulmino con il suo entourage. Abbiamo avuto l’onore di vivere questa indimenticabile mezz’ora fra selfie e autografi. Attimi indelebili che ci hanno confermato la grandezza del Mamba. Disponibile. Gentile. Cordiale con tutti. In particolare coi bimbi. Una star planetaria con un cuore “Arsan”.

 

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